venerdì 24 marzo 2017

Gita a 6 zampe a Venzone




Inauguriamo questa sezione con una gita che abbiamo fatto in compagnia di Neve e Zoe a Venzone (Friuli Venezia Giulia) una domenica di inizio Marzo, del tutto dog friendly e con un percorso non troppo impegnativo.

Brevi cenni sul paese.
Venzone e' un comune  in provincia di Udine, famoso per la lavanda e per la festa della zucca che si svolge ad ottobre (vi sconsiglio di visitare questa festa con i vostri 4 zampe perché' per loro e' troppo caotica). E' un paese molto antico e ricco di storia, e' circondato dalle antiche mura che purtroppo sono state gravemente danneggiate durante il sisma che nel 1976 ha colpito il Friuli, tuttavia l'intero paese e' stato egregiamente ricostruito rispettando le architetture originali. Altro punto di interesse sono le catacombe ove e' anche possibile vedere le famose mummie di Venzone

Passeggiando per il borgo.
Ogni seconda domenica del mese il borgo si anima con le bancarelle di antiquariato e ne abbiamo approfittato, complice la meravigliosa giornata quasi primaverile per girovagare per le sue caratteristiche viuzze con i nostri amici a 4 zampe.
Il paese si e' dimostrato molto disponibile per chiunque ami portare con se il proprio cane: i locali che abbiamo frequentato ci hanno accolto senza il minimo problema nonostante le due pelose di taglia media che ci accompagnavano.
Fuori dalle mura del centro storico sono disponibili numerosi parcheggi gratuiti, ma per questo itinerario consigliamo di usufruire di quello a ridosso delle mura, sul ciglio destro della strada statale.
Per la nostra escursione abbiamo seguito un sentiero consigliato dal sito vivinfvg.it che propone un percorso ad anello che parte dal borgo e prosegue su alcuni sentieri immersi nel verde che conducono alla chiesetta di Santa Caterina, ove potrete trovare ampio spazio attrezzato per pic-nic (disponibile fontana per l'acqua) nella tranquillità'  della montagna. La zona risulta particolarmente sicura per bambini e cani in quanto parzialmente recintata lungo il versante più' scosceso. dalla chiesetta e' poi possibile ritornare verso il paese seguendo una comoda stradina asfaltata a traffico limitato in quanto aperta ai soli residenti. Come citato nel sito vivinfvg.it , il percorso e' semplice con una lunghezza complessiva di circa 2,5 km ed un dislivello di circa 200 m .


L'inizio del sentiero

Neve lungo il sentiero dei noccioli

La chiesetta di Santa Caterina

L'area pic-nic antistante la chiesetta

L'area pic-nic antistante la chiesetta



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giovedì 16 marzo 2017

Qual è il tuo animale preferito?

Secondo una ricerca condotta sui consumi in 22 paesi il 65% della popolazione ha almeno un animale domestico.
In vetta alle classifiche con il 33% c'è il nostro amato cane,
al secondo posto c'è con il 23% il gatto e,
al terzo posto con il 12% il pesce rosso.

In Italia, in seguito alle statistiche stilate dall'  Iri Information Resources,

pare che nel 55,6 per cento delle case ci sia almeno un cane e nel 49,7 % almeno un gatto, a seguire ci sarebbero uccelli, pesci, rettili e piccoli roditori.
Sembrerebbe che i single per il 65% preferiscano i gatti rispetto ai cani , e questo non ci è difficile da capire visto il maggiore impegno che comporta avere i secondi. 

Ovviamente anche nelle case delle Sguinzagliate il cane è l'animale più presente. E voi quanti e quali animali avete?


Erica





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venerdì 10 marzo 2017

Taglio di coda e orecchie

Questo articolo è stato in parte copiato dalla rivista dell'OIPA dell'aprile 2016,  scritto dall'avvocato Claudia Taccani responsabile dello sportello legale (contattabile all'indirizzo mail: sportellolegale@oipa.org ).

In base alla convenzione Europea di Strasburgo del 1987, per la protezione degli animali da compagnia, ratificata in italia con legge n. 201 del 4 novembre 2010, gli interventi chirurgici destinati a modificare l'aspetto dell'animale da compagnia sono vietati. 
La predetta convenzione prevede il divieto di effettuare interventi chirurgici destinati a modificare l'aspetto dell'animale o finalizzati ad altri scopi non curativi, quale per esempio, il taglio della coda, orecchie, corde vocali... 
Grazie alla normativa citata è possibile denunciare per maltrattamento di animali, ex art. 544 ter Codice Penale, le violazioni purtroppo per nulla rare nel nostro paese.
Il Ministero della Salute ha emesso specifica circolare interpretativa, mediante la quale viene ribadito il divieto assoluto di effettuare interventi chirurgici a scopo estetico sugli animali da compagnia e in riferimento,  alla caudotomia viene specificata la possibilità di procedere su cani impiegati in talune attività di lavoro, nonchè in quelle di natura sportivo venatoria perchè, spesso, tali prestazioni sono effettuate in condizioni ambientali particolari, come per esempio in zone con fitta vegetazione che,comportando un elevato impegno motorio, espone l'animali a maggiori rischi di fratture e lacerazioni.
La predetta circolare specifica che, il medico veterinario potrà effettuare gli interventi suindicati, a scopo preventivo, mediante anestesia ed entro la prima settimana di vita del 4 zampe, rilasciando certificato giustificativo. 
Purtroppo esperienza insegna che si verificano diverse violazioni di legge, per questo è importante segnalare casi sospetti per fermare questa pratica illegale.
Anche diversi Regolamenti comunali per la tutela del benessere animale (noi ne abbiamo parlato quì) prevedono il divieto esplicito di effettuare interventi chirurgici a scopo estetico, con tanto di sanzioni salate in caso di trasgressione . Ad esempio il regolamento della città di Roma, prevede che: "è vietato tagliare o modificare code o orecchie di animali domestici, tagliare la prima falange del dito dei gatti ovvero operare la devocalizzazione".  E' neccessario specificare che, in casi di questo tipo anche il veterinario è ritenuto potenzialmente responsabile penalmente per legge nonchè, sempre in caso di accertata violazione, sottoposto a procedimento disciplinare, dovendo il professionista rispettare il Codice Deontologico.
Di recente la Federazione Cinologica Italiana (FCI), a seguito della normativa suindicata, ha previsto che dal 1 gennaio 2016, le razze Italiane di  Corso  e Mastino Napoletano devono rimanere integre , abolendo, appunto, lo standard di razza caratterizzato dal taglio delle orecchie.


Purtroppo però ci sono ancora parecchi casi di mutilazioni nei cani e pur escludendo quelle atroci spesso fatte con il fai da te (attraverso utilizzo di forbici e altri strumenti non idonei condannando molto spesso l'animale alla morte per setticemia e dissanguamento) per puro divertimento e per utilizzare i cani nei combattimenti clandestini, ci sono parecchi casi di veterinari che effettuano tagli illegali. Basta andare ad un expo per notare ancora soggetti seppur giovani con code e/o orecchie tagliate sbaragliare spesso la concorrenza, quando invece a questi cani dovrebbe essere impedita la partecipazione a queste manifestazioni.
Capisco che sopratutto per certe razze ci possa essere più difficoltà ad abituare l'occhio a una forma totalmente diversa della testa del cane, ma  credo che la tutela dell'animale debba essere messa al primo posto. Mi sono state raccontate storie atroci di gente che fa tagliare le corde vocali al proprio cane perchè abbaia troppo (fortunatamente in Italia questa pratica non è molto diffusa), di pappagalli a cui sono stati recisi  tendini per impedirgli di volare, gatti a cui sono state asportate le matrici delle unghie per impedirgli di graffare...

Per fermare queste barbarie dobbiamo ricordarci che è molto importante qualora ci trovassimo di fronte a un caso sospetto di segnalare il tutto alle Autorità competenti come il nucleo di Guardie Eco-Zoofile.

Erica


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mercoledì 1 marzo 2017

Perché scegliere il proprio cane in canile

Ci tengo a precisare che quello che scriverò in questo articoletto si basa sulla mia piccola esperienza di un anno e mezzo in un rifugio gestito da soli volontari. 
Per motivare il titolo forse per prima cosa sarebbe più semplice e immediato iniziare a parlare di quelli che, secondo me, sono i pochi motivi che ci possono spingere a fare una scelta diversa dall'adozione. Per me sono solo due: 
Amare una razza in particolare conoscendone pregi e difetti e desiderare un cucciolo della stessa. 
Per  lavoro, esempio, vi serve un paciosissimo Golden per la Pet Therapy.

Insomma, i motivi per scegliere di togliere un cane dal box sono veramente tantissimi e questa non dev'essere per forza una scelta "sacrificata", nel senso che non bisogna partire con l'idea che si va in canile solo per "salvare" un cane, per fargli un favore, per portarlo a casa e prepararsi a convivere con i suoi problemi. I cani problematici ci sono, però ne troverete altrettanti di normalissimi, equilibrati e in grado di vivere una normale vita in famiglia.  
Spesso si sente dire che in molti canili i cani vengono affidati superficialmente a famiglie poi non in grado di gestirli, determinando una convivenza infelice per entrambi. È vero, capita che con la scusa di toglierli dal box si spaccino cani con problemi per agnellini; ma non è così in tutti i posti. 

Anzi, personalmente conosco diversi canili in cui gli affidi sono molto meticolosi, compresi quello dove faccio la volontaria. Certo, bisogna tenere presente che anche chi si occupa delle adozioni è un essere umano e può sbagliare. È compito di chi vuole un cane tutelarsi quando arriva il momento di portarne uno a casa, soprattutto i neofiti devono avere la pazienza e la voglia di cercare il cane giusto, nel posto giusto (chi non si sente sicuro può sempre trovare una persona di fiducia che gli dia i consigli di cui ha bisogno).E non è che trovare l'allevamento serio sia più facile di mettersi a cercare fra le gabbie dei canili. Le probabilità di imbattersi in un truffatore, se si sceglie per l'acquisto di un cane e si fanno le cose in fretta e furia presi dall'entusiasmo, sono altissime.  
Chi vuole adottare ( o comprare) un cane si deve tutelare, è facile affidarsi agli altri per comodità e dopo dire "mi hanno imbrogliato" per fare la scelta giusta bisogna andare in canile più volte, vedere tanti cani, chiedere e informarsi.  
Altra cosa importante di cui parlare sono i cuccioli proveniente dai canili, sempre richiestissimi: è vero, sono carini, si possono educare fin da piccoli, ma certe mancanze di quel periodo rimangono e poi vengono fuori nel cane adulto. Spesso non si sa  cosa ci si sta portando a casa e  di questo bisogna esserne consapevoli.  
Io se ora come ora dovessi recarmi in un canile sconosciuto per adottare un  cane, ne sceglierei uno di almeno due o tre anni, età in cui il carattere è già formato. 
       

Ricapitolando, la scelta di adottare un cane non è assolutamente più difficoltosa di quella dell'acquisto di un cucciolo. 
Vorrei aprire una piccola parentesi per i cani problematici: sicuramente quella di portarsi a casa un cane in difficoltà dev'essere una scelta fatta con consapevolezza, ma io penso che, per chi ha voglia di mettersi in gioco, le soddisfazioni possano essere davvero grandissime. E soprattutto ricordiamoci che ciò che può essere un problema per gli altri magari non lo è per noi, o viceversa. Quindi un cane può essere "problematico" a seconda del posto in cui vive, penso ai così detti cani fobici, incapaci di vivere in un contesto cittadino ma che spesso in campagna non hanno nessun tipo di problema … 
Se volete un cane e non avete nessuna esigenza particolare, andate in un canile … potreste trovare quello cucito su misura per voi. La scelta è infinita, e farete anche un bel gesto. Qualsiasi sia il posto da cui arriverà il vostro compagno di vita, ricordatevi sempre la cosa più importante di tutte: i cani sono esseri viventi e  anche se tutto è fatto con la maggiore attenzione possibile, possono nascere con un carattere difficile (anche se i genitori sono i cani più docili del pianeta) possono avere dei traumi, farsi male o ammalarsi. Non esiste una garanzia per la vita, il nostro compito è quello di amare il nostro cane al di là delle nostre aspettative.



Serena.

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venerdì 10 febbraio 2017

La mia esperienza da volontaria

Merlino è stato un cane difficile, dolce e affettuoso, ma bisbetico e dal carattere impossibile. Quando ci ha lasciati non nego di aver tirato un sospiro di sollievo... La vita era molto meno complicata senza di lui! Ma il dolore per la perdita è stato comunque grande e l'amore per quel cane immenso fin dal primo momento, perciò era doveroso per noi ricordarlo in qualche modo e continuare a farlo vivere nella memoria aiutando gli altri. Mi sono quindi avvicinata al canile municipale "In memoriam", come ero solita a dire a chi mi chiedesse il motivo della mia scelta. 
Sentivo sempre la gente dire "ah, io non ci posso andare perchè mi viene la tristezza e mi metto a piangere". Francamente a me non è mai venuta un'angoscia così forte da non poterci andare, anzi, il fatto di fare qualcosa per loro mi faceva stare bene, il sapere che loro mi stavano aspettando per uscire non faceva altro che incentivare le mie visite e renderle sempre più frequenti. Se un giorno non potevo andare non facevo che pensarci: ormai era diventata un'abitudine tale da non poterne più fare a meno. Li avrei portati a casa tutti! Ogni tanto mi innamoravo di qualcuno, ma sapevo che non avrei potuto adottarlo e sognavo il momento in cui sarei stata libera di farlo, immaginavo come e chi avrei scelto, e pensavo a come sarebbe stato il mio compagno ideale. 
Intanto, insieme alle altre volontarie, organizzavamo mercatini e mostre, passavamo il periodo natalizio al nostro banchetto in centro a vendere piccoli oggetti da noi realizzati o donati da qualche azienda, calendari e gadget natalizi per racimolare qualche soldo per l'acquisto di cibo, cucce, medicinali e altre cose utili per i nostri amici e soprattutto cercavamo loro una casa. 
Ricordo volentieri i servizi fotografici fatti presso il canile, le mostre fotografiche realizzate con le foto scattate esposte nei locali messi a disposizione dal Comune e vendute al pubblico con grande successo e l'acquisto di cucce riscaldate per i cani anziani che allora erano ospiti presso la struttura. Una grandissima soddisfazione. 
Mi piace ricordare la collaborazione con diversi professionisti locali che mettevano a disposizione la loro capacità e la loro attrezzatura per rendere al meglio i nostri lavori, la tipografia che stampava i nostri calendari a buon prezzo per permetterci di realizzare un guadagno da destinare ai cani e tutte le persone che in qualche modo si sono adoperate per la nostra causa. Sono stati anni frenetici, sempre alla ricerca di qualcosa e di qualcuno, sempre ad organizzare e collaborare, ci ritrovavamo al canile per la sgambatura e poi a casa di qualcuna di noi a tagliare, cucire, incollare... 
Poi le circostanze della vita mi hanno portata a cambiare casa e città, sono successe tante cose da allora, ma il pensiero dell'adozione dal canile non mi ha mai abbandonata fino al giorno in cui ho incontrato Spitz Mark ed ho potuto realizzare il sogno di avere il cane ideale, il cane che avevo sempre sognato e non ho dovuto sceglierlo: è stato lui a scegliere me. 
Alla fine penso che il cane ideale non esista, il cane ideale è il nostro cane, è quello che amiamo, quello che ci sceglie e che impariamo ad accettare per quello che è, quello che ci fa ridere quando fa un danno, quello di cui amiamo i difetti ancor più dei pregi. 
Penso che un'esperienza in canile sia molto utile per tutti, ma in particolar modo per coloro che intendono adottare un cane. In questo modo si riesce in primo luogo a conoscerli meglio e si impara a rapportarsi con loro, si conoscono varie tipologie di cane, con caratteri, atteggiamenti ed esigenze diverse e si diventa automaticamente dei proprietari più consapevoli. Ma la cosa fondamentale è che ci si rende conto di quanto sia bello fare qualcosa per gli altri, per delle creature meravigliose che tanto sanno dare e niente chiedono in cambio.


Eleonora

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