mercoledì 10 maggio 2017

Gita a 6 zampe: Portogruaro -Ve-

Lunedì 1 Maggio, approfittando del giorno di festa, abbiamo deciso di fare una gita non impegnativa, dato il tempo incerto, e di portare solo Greta, che date le sue dimensioni ridotte è  facile da gestire in caso di pioggia.

Erica e Greta vicino ai mulini di Portogruaro


Brevi cenni sul paese.
Portogruaro è un comune in provincia di Venezia; posizionaro nelle vicinanze di  Concordia Sagittaria , cittadina famosa per essere stata un importante centro romano ed è di passaggio per giungere le località balneari di Caorle, Bibione e Lignano. 


Passeggiando per il centro.
Ci sono molti monumenti e palazzi che vale la pena visitare e fotografare. Va assolutamente preso un aperitivo in uno dei bar con i tavolini all'esterno. Quasi tutti i locali sono amici degli animali e non si fanno problemi ad accogliere anche all'interno i cani. Il centro non è grandissimo ma merita una passeggiata. Ci sono molti scorci particolari come i Mulini di Sant'Andrea, che spesso accolgono mostre con ingresso libero. Se oggi i mulini sono scenografici nel Medioevo erano di primaria importanza perché, essendo gli unici all'interno della cerchia muraria assicuravano agli abitanti il sostentamento anche in caso di assedio.
Lì vicino c'è anche una piccola passeggiata lungo un sentiero sterrato che costeggia il fiume Lemene.



Parco della Pace.
Facilmente raggiungibile dal centro o dalla stazione delle corriere, c'è questo bel parco, in cui è consentito l'accesso anche ai cani purchè tenuti al guinzaglio. C'è anche un area giochi per i bambini, il parco è ombreggiato, quindi è piacevole passeggiarci anche in estate.        

Greta vicino alla mappa del Parco



Nei dintorni.
Se volete continuare a visitare altri mulini vi consiglio quello di Stallis. Non è semplicissimo da trovare, meglio utilizzare il navigatore (volendo c'è un percorso da fare in bicicletta) e si trova in via Stalis 2, Gruaro -Ve-.  E' interamente immerso nel verde e c'è una strada bianca a basso traffico in cui è piacevole fare una camminata. Questi mulini hanno la particolarità di trovarsi esattamente tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto.


Pier e Greta vicino a un mulino.






Erica

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martedì 2 maggio 2017

LA MIA VITA CON UN CHINESE CRESTED DOG DI NOME GRETA


La prima volta che ho visto un CCD avevo 17 anni. Non conoscevo questa razza se non attraverso qualche film ("La carica dei 102" e "Una pazza giornata a New York"), ma appena accarezzai la loro pelle tiepida me ne innamorai.
Sei mesi dopo, in un allevamento amatoriale di chihuahua, incontrai Greta, una CCD powder puff (con il pelo) con cui nacque fin da subito un rapporto speciale: quando potevo andavo a trovarla e la portavo a passeggio. Cominciai quindi a documentarmi sui chinese crested perché mi piacevano davvero molto e sapevo che un giorno (probabilmente molto lontano) ne avrei avuto anche io uno. Ma la ricerca di notizie era davvero molto difficile, era una razza poco conosciuta in Italia e in rete si trovavano solo informazioni vaghe e non esistevano libri in italiano.

Greta quando ancora non era mia



Una sera di agosto, mentre eravamo fuori a cena con tutta la famiglia, quello che all'epoca era il mio ragazzo approfittò della presenza di tutti per chiedere il permesso di regalarmi Greta, che ormai era diventata adulta, in occasione del mio compleanno. L'allevamento in cui viveva aveva deciso, che i chinese crested non facevano per loro, quindi quando il mio ex gli aveva proposto di prenderla lui per donarmela ne furono molto felici essendo a conoscenza del nostro splendido rapporto.

Io ero senza parole perchè non me lo aspettavo davvero che lui mi facesse una proposta simile, e ancora più grande fu lo stupore nel sentire i miei acconsentire purchè la responsabilità fosse solo mia. Loro infatti non volevano altri cani, ma si erano resi conto che ormai ero grande e non potevano continuare ad impedirmi di averne uno tutto mio. Non smetterò mai di essere grata ad A per avermi fatto il regalo più bello della mia vita.

Primo giorno a casa


Alla fine di agosto siamo andati a prenderla: ero emozionatissima ed entusiasta e non mi aspettavo minimamente che qualcosa potesse andare storto.
Ma Greta era sottopeso e si rifiutava di mangiare. Era apatica non voleva seguirmi, e io mi sentivo in colpa perchè lei non era felice di venire con me. Non era il cane che conoscevo ed eravamo tristi entrambe e se non fosse stato per il mio ex l'avrei riportata indietro. Mi sentivo io la causa di tutto, anche se la realtà è che già non era più lei mentre era in allevamento. Il suo pelo era terribile, la settimana prima era fuggita per l'ennesima volta ed era finita in una trappola con il vischio messa dai cacciatori di frodo per gli uccelletti.

Dopo la toelettatura


Appena arrivata a casa mia ha cominciato a dipendere totalmente da me, a manifestare tutta una serie di problemi comportamentali tra cui l'ansia da separazione. Il legame che si era creato quando la andavo a trovare e portare a passeggio si era intensificato in maniera morbosa: si dimostrava chiusa verso chiunque altro, non accettava la mia famiglia in particolar modo mio padre, eppure i miei parenti erano tutti abituati ad avere cani e si comportavano egregiamente ma lei aveva innalzato delle barriere, dimostrandosi aggressiva anche verso gli altri cani e le altre persone. Nessuno tranne me poteva avvicinarsi a lei. Era improvvisamente diventata terrorizzata da tutto, non voleva starmi distante neppure all'interno della stessa stanza e doveva seguirmi anche in bagno. Questa situazione mi frustrava, mi chiedevo chi me lo avesse fatto fare, iniziavo a pentirmi di averla presa con me, sapevo però che non potevo abbandonarla. Lei ormai viveva per me, ne sarebbe morta se l'avessi cacciata pure io. Ero disperata, lei non era più per me il cagnolino da amare che tanto avevo desiderato, ma una grossa palla al piede, un grosso ostacolo per la mia felicità, non potevo più uscire, andavo solo al lavoro e rientravo in tutta fretta perchè sebbene fosse a casa con qualche parente sapevo che stava soffrendo. Portarla con me era un problema, mi faceva fare figuracce, dovevo sempre avere mille occhi per evitare facesse qualche sciocchezza, però quando andavamo in posti isolati la lasciavo sciolta e ci godevamo le passeggiate fianco a fianco.


Primo natale in famiglia


Mi sono rivolta a diversi educatori, e sembravano concordi nel dirmi di non aspettarmi molti miglioramenti, che il cane aveva già due anni e mezzo ed era tardi per lavorare con lei. Non volevo arrendermi, ho cominciato a frequentare forum cinofili, leggere libri, partecipare a seminari e presentazione di corsi, chiedere informazioni a tutte quelle persone che frequentavano il mondo della cinofilia da un pezzo e è così che è nata la mia passione!
Questo è stato solo l'inizio del nostro viaggio, io e Greta lavoravamo quotidianamente, e piano a piano si cominciavano a vedere piccolissimi progressi, che lentamente diventavano grandi miglioramenti, ci abbiamo impiegato degli anni a diventare la coppia che siamo oggi, e  nonostante ora abbia 10 anni riesce a sorprendermi con le sue grandi conquiste, come fare il bagno ala lago, oppure apprendere nuovi comandi o risolvere giochi di attivazione mentale complessi. In tutto questo percorso le devo molto anche io, mi ha insegnato molte cose, come il significato di Amore incondizionato, a credere in me, a essere determinata, mi ha fatto maturare molto, per lei ho fatto cose che mai avrei creduto sarei riuscita.

Gita in treno


Ora Greta riesce a convivere con altri cani, capita che inviti al gioco qualche cagnolino, con le persone non ha più avuto problemi, anche se continuo a fare in modo che gli altri compresi i bambini la rispettino e si pongano correttamente nei suoi confronti. La porto con me tutte le volte che posso e si dimostra entusiasta di vivere. Il nostro rapporto è diventato ancora più forte, ma non è più ossessivo, riesce anche a passare delle ore a casa da sola.

Aperitivo con Neve e Greta


Quando ho iniziato a scrivere questo post volevo farlo per parlare dei problemi che può avere questa razza, perchè non volevo le persone si fermassero all'apparenza, che scegliessero questo buffo cane per i suoi atteggiamenti da giullare ma capissero quanto può essere impegnativo, in realtà mentre scrivevo mi sono resa conto che sono gli stessi problemi che può avere qualsiasi cane trascurato o gestito scorrettamente.
Questo post lo dedico a tutti coloro che hanno bisogno di un incoraggiamento per un cane con problemi comportamentali, aspingerli a continuare nel percorso con un educatore, a non fermarsi di fronte a chi vi dice "è un caso irrecuperabile", a tutti quelli che pensano che adottando un cane adulto non potranno mai creare un legame forte perchè non è così, tra me è Greta c'è senza dubbio un rapporto migliore di quello che io sia mai riuscita a creare con qualsiasi altro cane (da qualche anno fa parte della famiglia anche una pastore australiana) sebbene gli altri cani fossero arrivati da cuccioli e fossero dei cani senza problemi comportamentali.

Erica &Greta

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lunedì 3 aprile 2017

L'etica falsificata

Inizialmente questo sarebbe dovuto essere un semplice post di facebook. 
Poi però i pensieri hanno cominciato a sommarsi e le parole ad accumularsi, così alla fine ne è uscito un testo ben più lungo di quanto valga la pena pubblicare in una pagina personale. Molto meglio inserirlo nel blog, mi sono detta, perché partendo da un'esperienza personale (anche lavorativa) ne sono usciti importanti spunti di riflessione per quanti desiderino acquistare un cucciolo di razza, o un cucciolone già cresciuto, o addirittura stiano pensando di iniziare ad allevare.

Tra le tante foto scattate ma mai pubblicate c'è anche questa.

E se a suo tempo mi ero rifiutata di pubblicarla c'è un motivo: guardate che disastro c'è sul piano cucina. E si vede solo una parte della stanza, ma vi assicuro che il resto era, per quanto possibile, ancora peggio.
Ma a distanza di mesi questa è la foto che più di tutte rievoca un sacco di bei ricordi.
Come sapete, salvo la notte, i cuccioli erano praticamente sempre liberi con noi. E la parte migliore era il dopo cena, loro e nostra, perchè si scatenava letteralmente l'inferno. Tutti e sette (sei più la mamma) correvano come pazzi su e giù, ringhiando, abbaiando, mordicchiando. E c'era un tale casino che io e Alberto facevamo quasi fatica a capire cosa l'altro stava dicendo.
Ti sembrava quasi che la testa o la casa stessero per esplodere.

In realtà era tutto molto divertente, estremamente caotico, ma divertente. E ne è valsa la pena. Accidenti se ne è valsa la pena! Perché ora vedo 6 cuccioli che (comunque facilitati dalla genetica, sia per i due genitori sia in generale per la razza a cui appartengono) vivono con serenità le situazioni nuove, perché hanno una sicurezza di base a livello caratteriale che glielo permette.
Non so se sono riuscita a fare un buon lavoro in quei pochi mesi. Ma accidenti, lo posso dire con quel briciolo di autostima che ho, mi sono certamente presa la RESPONSABILITA' (prima e dopo) di una cucciolata che IO avevo deciso di mettere al mondo. Con tutto ciò che ne consegue, non solo le parti positive.
Non sono allevatrice, ma lavoro con gli allevatori, quindi permettetemi di dire che conosco relativamente bene questo mondo.
E mi girano le scatole tantissimo quando mi ritrovo in pensione cani pagati fior fior di quattrini (perchè teoricamente "superselezionati"), comprati da allevatori che si definiscono "il top", che non sanno stare al mondo. Non mi riferisco a semplice timidezza. Mi riferisco a disagio costante ed estrema diffidenza, se non addirittura paura. In razze, come certe da compagnia, in cui la diffidenza non dovrebbero neanche sapere cosa sia.
Lo so che autodefinirsi "cagnari" è brutto e difficile, ma definitevi "allevatori", punto. Se proprio dovete darvi un nome che non sia quello che vi affibbierei io...
E non sto sproloquiando su chissà quali concetti astratti.
La cosa è invece molto pratica: se vi avvicinate ad un cucciolo di un mese e mezzo e questo si schiaccia a terra spaventato, domandatevi se state facendo un buon lavoro.
Sarà che io passo il tempo ad autocriticarmi, domandandomi se ciò che sto facendo in quel dato momento sia giusto o sbagliato, e solitamente la risposta definitiva è "cretina, potevi fare meglio". E sarà per questo che mi è sempre difficile avere a che fare con gente che non accetta i propri errori e non riesce a cambiare strada.
Quindi ti rispondo io, sedicente allevatore etico.
No, stai facendo un lavoro schifoso. Perché quel cane che tu hai venduto, e grazie alla quale hai intascato una bella somma, ha creato e continua a creare piccoli e grandi disagi alla sua famiglia. Che per lui ha dovuto spendere ulteriori quattrini, e non pochi, per portarlo da tutta una serie di educatori (e anche qua ci sarebbe da scrivere un libro, su quanti si prendono il diplomino e iniziano subito a lavorare con cani altrui) per cercare di garantirgli un'esistenza più tranquilla e serena.

Questo è soprattutto uno sfogo personale. Sinceramente non saprei con certezza come risolvere il problema degli allevatori "che si credono etici e che lo sembrano ma non lo sono". E io non sono proprio nessuno per poter cambiare le cose. D'altronde c'è ancora molta gente che acquista cani nei negozi o su internet, quindi quello il finto allevatore etico è un problema ancora più difficile da sradicare, almeno per il momento.
E non credo che l'ENCI sia pronto a lavorare in questo senso. E non credo neppure che sia interessato a farlo.
Probabilmente l'acquirente dovrebbe interessarsi maggiormente al carattere dei genitori, e come ho già scritto in altri post, l'unico modo per poterlo verificare con certezza ed oggettività è il passaggio di almeno uno dei tanti test caratteriali che la cinofilia ufficiale mette a disposizione. Il CAE-1 per esempio, ma non solo. Esistono il TANC (di cui abbiamo parlato in questo articolo), il BH, ma anche istituito dallo CSEN c'è il Buon Cittadino a 4 zampe (BC4Z).
Quando compriamo una macchina ci informiamo moltissimo e confrontiamo non solo i vari modelli, ma ci rechiamo anche in più concessionarie. Perchè non dovremmo fare lo stesso con l'acquisto di un essere vivente? Nel 2017 i mezzi per informarsi con facilità ormai ci sono, e ci sono anche molti educatori che fanno consulenze pre-adozione. Sarebbe utile sfruttare queste opportunità per permetterci di portare a casa un compagno di vita che, si spera, resterà con noi per più di un decennio.
Purtroppo di furbi se ne trova ad ogni angolo, ma proprio per questo è necessario istruirsi il più possibile per evitare di farsi prendere per il naso.

Camilla

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venerdì 24 marzo 2017

Gita a 6 zampe a Venzone




Inauguriamo questa sezione con una gita che abbiamo fatto in compagnia di Neve e Zoe a Venzone (Friuli Venezia Giulia) una domenica di inizio Marzo, del tutto dog friendly e con un percorso non troppo impegnativo.

Brevi cenni sul paese.
Venzone e' un comune  in provincia di Udine, famoso per la lavanda e per la festa della zucca che si svolge ad ottobre (vi sconsiglio di visitare questa festa con i vostri 4 zampe perché' per loro e' troppo caotica). E' un paese molto antico e ricco di storia, e' circondato dalle antiche mura che purtroppo sono state gravemente danneggiate durante il sisma che nel 1976 ha colpito il Friuli, tuttavia l'intero paese e' stato egregiamente ricostruito rispettando le architetture originali. Altro punto di interesse sono le catacombe ove e' anche possibile vedere le famose mummie di Venzone

Passeggiando per il borgo.
Ogni seconda domenica del mese il borgo si anima con le bancarelle di antiquariato e ne abbiamo approfittato, complice la meravigliosa giornata quasi primaverile per girovagare per le sue caratteristiche viuzze con i nostri amici a 4 zampe.
Il paese si e' dimostrato molto disponibile per chiunque ami portare con se il proprio cane: i locali che abbiamo frequentato ci hanno accolto senza il minimo problema nonostante le due pelose di taglia media che ci accompagnavano.
Fuori dalle mura del centro storico sono disponibili numerosi parcheggi gratuiti, ma per questo itinerario consigliamo di usufruire di quello a ridosso delle mura, sul ciglio destro della strada statale.
Per la nostra escursione abbiamo seguito un sentiero consigliato dal sito vivinfvg.it che propone un percorso ad anello che parte dal borgo e prosegue su alcuni sentieri immersi nel verde che conducono alla chiesetta di Santa Caterina, ove potrete trovare ampio spazio attrezzato per pic-nic (disponibile fontana per l'acqua) nella tranquillità'  della montagna. La zona risulta particolarmente sicura per bambini e cani in quanto parzialmente recintata lungo il versante più' scosceso. dalla chiesetta e' poi possibile ritornare verso il paese seguendo una comoda stradina asfaltata a traffico limitato in quanto aperta ai soli residenti. Come citato nel sito vivinfvg.it , il percorso e' semplice con una lunghezza complessiva di circa 2,5 km ed un dislivello di circa 200 m .


L'inizio del sentiero

Neve lungo il sentiero dei noccioli

La chiesetta di Santa Caterina

L'area pic-nic antistante la chiesetta

L'area pic-nic antistante la chiesetta



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